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La Chiesa della Santissima Trinità e di San Marziano che si affaccia su Piazza Dante è il cuore pulsante del Quartiere Badia e del centro storico di Lentini. Si trova in via San Francesco d’Assisi, parte dell’itinerario di Via Francigena - Fabaria in Sicilia nonché parte del Giro Santo dei pellegrini, dedicato ai Santi Patroni: Alfio, Filadelfo e Cirino. Gli edifici storici collegati alla chiesa, la Chiesa di San Francesco all'Immacolata Concezione e il Palazzo dei Beneventano della Corte con il Monastero superiore della Santissima Trinità si snodano sul Colle San Francesco nelle antiche proprietà dei Cosentini e della famiglia Falcone-La Palumba.

La Chiesa, riconosciuta come "Monumento Nazionale" alla fine degli anni '20 e poi riaperta al culto nel 1932 su iniziativa personale del sacerdote Giovanni Di Stefano, fu eretta per la prima volta nel 1312 dalla regina Eleonora D'Angiò, moglie di Federico III d'Aragona, con gli annessi di un complesso conventuale come testimoniato dai documenti fino al 1542. A causa di un terremoto il 10 dicembre di quell'anno, la maggior parte di quegli edifici andò distrutta e successivamente il luogo di culto del monastero fu unito nel 1546 a quello di San Marziano. Secondo recenti studi d'archivio, il disastroso terremoto del 9 e 11 gennaio 1693 non provocò danni significativi alla Chiesa, ma al Monastero Superiore, ricostruito sulle strutture superstiti.

La Chiesa, che fonde nella facciata elementi rinascimentali e barocchi, è a navata unica ed è abbellita da pregevoli stucchi, disegnati dalle maestranze della famiglia Vella da Malta. Essa conserva un prezioso pavimento in maiolica di Caltagirone, le volte affrescate dal pittore Sebastiano Lo Monaco e diversi dipinti su tavola di autori della Scuola di Antonello da Messina e Antonello de Saliba con tre pale d'altare del noto pittore Giuseppe Velasco.

Oggi il Quartiere Badia vanta di essere una delle prime comunità patrimoniali della Sicilia, che seguendo la missione della Convenzione di Faro sul percorso di rigenerazione urbana, si propone come una comunità attenta alla valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale, capace di restituire il "bagaglio" culturale perso tramite la natura multidisciplinare delle arti contemporanee.

Lisso - Corrado Inturri - 2018

Testa di Mora con Tradescanzia - Giorgio Gieri - 2018

Gorgia da Leontinoi - Marta Lorenzon - 2018

Synopis - Gui Zagonel - 2018

Rinascita - Gianni Andolina - 2018

Snoda e Fai - Lorena Fisicaro - 2017

Le porte del paradiso - Angelo Bramanti - 2020

Il cortile dei Giganti - Franco Condorelli - 2018

U beni veni ra terra - Giuseppe Gusinu - 2017

Jacopo in love - Roberto Collodoro - 2017

Moneta e Vespe - Corrado Inturri - 2017

Leontinoi - Cecile Agnes - 2017

Giuseppe Luigi Beneventano POP - Anastasia Pignatello - 2017

Leoni Ciclopi - Gianluca Militello - 2017

Araldica Beneventano - Ludovico Costa - 2017

Retorica - Occhi e Bocche - Doriana Pagani - 2018

Omaggio a Graziella Vistrè - Antonio Barbagallo - 2017

Ciaula - Stefano Maria Girardi - 2017

Donna e Luce - Federica Orsini - 2017

Semiotica - Salvatore Scarfone - 2018

Barone Giuseppe Luigi Beneventano della Corte - Salvo Muscarà - 2019

San Francesco - Roberto Collodoro - 2017

Ruggero e l’Orca - Giò Pistone e Nicola Alessandrini - 2017

Tre Santi - Roberto Collodoro - 2018

La primavera di Proserpina - Peppe Vaccaro - 2020

Ethnika - Mauro Patta - 2020

«La vita è sempre inscritta nel collettivo, ma al tempo stesso il compito del figlio è quello di inventarsi la differenza, il proprio stile, il proprio desiderio.

Quello che io chiamo segreto del figlio è il segreto del desiderio, di cui noi, che apparteniamo alle generazioni precedenti, dobbiamo avere rispetto.

Quando si ama un figlio, non lo si ama perché è venuto come ci aspettavamo. Il vero amore per i figli è l'amore per la difformità del figlio»

Massimo Recalcati,
La tentazione del muro. Lezioni brevi per un lessico civile, 2020